C’è una frase che torna puntuale, quasi automatica, ogni volta che si parla di crisi internazionali, Venezuela compreso:
“Anche l’Italia è stata liberata dagli americani, quindi di cosa vi lamentate?”
È una frase comoda, ma troppo rassicurante.
Racconta solo metà storia e lascia fuori tutto ciò che stava scritto in piccolo, in fondo al contratto.
Ok, il contributo degli Alleati fu importante per abbattere il nazifascismo. Ma sarebbe altrettanto disonesto dimenticare il ruolo della Resistenza, la liberazione che veniva anche dal basso, dalle montagne e dalle città. E, soprattutto, sarebbe ingenuo pensare che quella libertà sia arrivata senza condizioni.
Ovviamente non è stata una donazione, ma un investimento.
E come tutti gli investimenti geopolitici ha preteso interessi.
Proviamo allora a guardare in faccia il conto.
Senza retorica o romanticismi. Solo i fatti e le conseguenze.
1. Atlantismo obbligato
Dal dopoguerra in poi, la politica estera italiana ha smesso di essere davvero autonoma. Siamo stati inseriti in un blocco, punto.Un blocco che ci ha chiesto fedeltà e obbedienza più che mediazione. Nel Mediterraneo avremmo potuto giocare un ruolo centrale, da ponte tra mondi. Invece ci siamo spesso ritrovati a fare da eco alle priorità di Washington, anche quando collidevano apertamente con i nostri interessi economici e diplomatici.
2. Dipendenza economia
Il Piano Marshall viene raccontato come un gesto di altruismo. In realtà fu una gigantesca operazione strategica.
Serviva a salvare il capitalismo europeo, a evitare che le macerie producessero consenso per i partiti comunisti, e a creare mercati per l’industria americana. Funzionò. Ma ci legò mani e piedi a modelli di consumo, flussi finanziari e logiche decise altrove. Da allora, ogni scossone a Wall Street ha avuto ripercussioni anche da noi. Vedi crisi del 2008 e non solo.
3. La conquista dell’immaginario
La colonizzazione più efficace non ha bisogno di carri armati. Basta Hollywood.Cinema, musica, pubblicità, stili di vita: l’American Way of Life è diventato sinonimo di modernità, progresso, successo. Tutto ciò che avevamo di bello, come tradizioni, identità locali, alternative culturali è stato lentamente ridicolizzato o marginalizzato. Lo stesso cinema, nel quale fino a qualche anno fa eravamo maestri, è stato silenziato per non danneggiare gli americani che allora ci facevano da scolaretti.
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4. Gladio e la Strategia della Tensione
Qui il discorso si fa più scuro.
Strutture paramilitari segrete, come Gladio, nate in ambito NATO per “difendere la democrazia”, hanno finito per sabotarla dall’interno. Decenni di stragi, depistaggi, verità spezzate. Una Strategia della Tensione che ha terrorizzato il Paese e congelato ogni reale alternativa politica.
E ancora oggi, molti mandanti restano sepolti sotto strati di segreto di Stato e complicità internazionali.
5. Basi militari e armi nucleari
L’Italia è diventata una piattaforma militare permanente.Aviano, Sigonella, Camp Darby, Ghedi: nomi che raccontano una realtà chiara. Sul nostro territorio ci sono basi e testate nucleari su cui non abbiamo controllo reale.
Siamo ospiti in casa nostra. E bersagli potenziali in caso di conflitto. Senza referendum, senza dibattito pubblico.
6. Democrazia a sovranità limitata
Per quasi cinquant’anni, un partito votato da milioni di italiani non ha potuto governare.
Il famoso Conventio ad excludendum non era scritto in Costituzione, ma era solidissimo nei fatti. Il risultato? Alternanza bloccata, stagnazione politica, sistemi di potere fondati su corruzione e clientelismo, purché servissero a tenere lontano il “pericolo rosso”.
7. Sorveglianza globale
Grazie a sistemi di spionaggio come Echelon, la privacy nazionale è diventata un concetto teorico.Comunicazioni istituzionali, aziendali, private: tutto potenzialmente intercettabile. Non solo per la sicurezza, ma anche per lo spionaggio industriale. Un vantaggio competitivo enorme per le multinazionali americane, spesso a danno delle nostre eccellenze.
8. Dipendenza energetica
Mattei aveva capito una cosa semplice e pericolosa: senza autonomia energetica non esiste sovranità.
Provò a rompere il monopolio delle Sette Sorelle, a costruire un’Italia indipendente nel Mediterraneo e in Africa. Morì in un incidente che, a distanza di decenni, continua a non convincere nessuno.
Il messaggio arrivò con chiarezza, nessuno ci ha più provato dopo di lui.
9. Sudditanza militare
La Costituzione ripudia la guerra.
Eppure abbiamo bombardato la Jugoslavia, partecipato a guerre in Afghanistan, Iraq, Libia. Sempre con nomi rassicuranti, sempre per “esigenze alleate”. Spesso contro Paesi con cui avevamo rapporti solidi. Anni di diplomazia bruciati in pochi giorni, per non sembrare alleati tiepidi.
10. Sudditanza giuridica
Nel 1998 un aereo dei Marines tranciò una funivia: 20 morti.
I responsabili non furono giudicati in Italia. E in patria furono sostanzialmente assolti.
Più chiaro di così è difficile: sul nostro territorio, la legge non è uguale per tutti. Dipende da che uniforme indossi. E lo stesso vale anche all'esterno, non dimentichiamo il caso Calipari.
In definitiva
Forse è il momento di smettere di raccontarci favole.
La liberazione che arriva dall’esterno non è mai gratuita. Porta con sé controllo, vincoli, dipendenze. L’Italia entrò in una condizione di sovranità amputata, mai davvero recuperata.
Prima di invocare interventi “liberatori” altrove, dovremmo chiederci cosa è rimasto della nostra autonomia. E se il conto, dopo quasi ottant’anni, non sia diventato semplicemente insostenibile.