giovedì 8 gennaio 2026

DALL'ITALIA AL VENEZUELA: IL PREZZO DELLA LIBERTÀ

C’è una frase che torna puntuale, quasi automatica, ogni volta che si parla di crisi internazionali, Venezuela compreso:

“Anche l’Italia è stata liberata dagli americani, quindi di cosa vi lamentate?”

È una frase comoda, ma troppo rassicurante. 
Racconta solo metà storia e lascia fuori tutto ciò che stava scritto in piccolo, in fondo al contratto.

Ok, il contributo degli Alleati fu importante per abbattere il nazifascismo. Ma sarebbe altrettanto disonesto dimenticare il ruolo della Resistenza, la liberazione che veniva anche dal basso, dalle montagne e dalle città. E, soprattutto, sarebbe ingenuo pensare che quella libertà sia arrivata senza condizioni.

Ovviamente non è stata una donazione, ma un investimento.
E come tutti gli investimenti geopolitici ha preteso interessi.

Proviamo allora a guardare in faccia il conto.
Senza retorica o romanticismi. Solo i fatti e le conseguenze.


1. Atlantismo obbligato

Dal dopoguerra in poi, la politica estera italiana ha smesso di essere davvero autonoma. Siamo stati inseriti in un blocco, punto.
Un blocco che ci ha chiesto fedeltà e obbedienza più che mediazione. Nel Mediterraneo avremmo potuto giocare un ruolo centrale, da ponte tra mondi. Invece ci siamo spesso ritrovati a fare da eco alle priorità di Washington, anche quando collidevano apertamente con i nostri interessi economici e diplomatici. 


2. Dipendenza economia

Il Piano Marshall viene raccontato come un gesto di altruismo. In realtà fu una gigantesca operazione strategica.
Serviva a salvare il capitalismo europeo, a evitare che le macerie producessero consenso per i partiti comunisti, e a creare mercati per l’industria americana. Funzionò. Ma ci legò mani e piedi a modelli di consumo, flussi finanziari e logiche decise altrove. Da allora, ogni scossone a Wall Street ha avuto ripercussioni anche da noi. Vedi crisi del 2008 e non solo.


3. La conquista dell’immaginario

La colonizzazione più efficace non ha bisogno di carri armati. Basta Hollywood.
Cinema, musica, pubblicità, stili di vita: l’American Way of Life è diventato sinonimo di modernità, progresso, successo. Tutto ciò che avevamo di bello, come tradizioni, identità locali, alternative culturali è stato lentamente ridicolizzato o marginalizzato. Lo stesso cinema, nel quale fino a qualche anno fa eravamo maestri, è stato silenziato per non danneggiare gli americani che allora ci facevano da scolaretti.  

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4. Gladio e la Strategia della Tensione

Qui il discorso si fa più scuro.
Strutture paramilitari segrete, come Gladio, nate in ambito NATO per “difendere la democrazia”, hanno finito per sabotarla dall’interno. Decenni di stragi, depistaggi, verità spezzate. Una Strategia della Tensione che ha terrorizzato il Paese e congelato ogni reale alternativa politica.
E ancora oggi, molti mandanti restano sepolti sotto strati di segreto di Stato e complicità internazionali.


5. Basi militari e armi nucleari

L’Italia è diventata una piattaforma militare permanente.
Aviano, Sigonella, Camp Darby, Ghedi: nomi che raccontano una realtà chiara. Sul nostro territorio ci sono basi e testate nucleari su cui non abbiamo controllo reale.
Siamo ospiti in casa nostra. E bersagli potenziali in caso di conflitto. Senza referendum, senza dibattito pubblico. 


6. Democrazia a sovranità limitata

Per quasi cinquant’anni, un partito votato da milioni di italiani non ha potuto governare.
Il famoso Conventio ad excludendum non era scritto in Costituzione, ma era solidissimo nei fatti. Il risultato? Alternanza bloccata, stagnazione politica, sistemi di potere fondati su corruzione e clientelismo, purché servissero a tenere lontano il “pericolo rosso”.


7. Sorveglianza globale

Grazie a  sistemi di spionaggio come Echelon, la privacy nazionale è diventata un concetto teorico.
Comunicazioni istituzionali, aziendali, private: tutto potenzialmente intercettabile. Non solo per la sicurezza, ma anche per lo spionaggio industriale. Un vantaggio competitivo enorme per le multinazionali americane, spesso a danno delle nostre eccellenze. 


8. Dipendenza energetica

Mattei aveva capito una cosa semplice e pericolosa: senza autonomia energetica non esiste sovranità.
Provò a rompere il monopolio delle Sette Sorelle, a costruire un’Italia indipendente nel Mediterraneo e in Africa. Morì in un incidente che, a distanza di decenni, continua a non convincere nessuno.
Il messaggio arrivò con chiarezza, nessuno ci ha più provato dopo di lui. 


9. Sudditanza militare

La Costituzione ripudia la guerra.
Eppure abbiamo bombardato la Jugoslavia, partecipato a guerre in Afghanistan, Iraq, Libia. Sempre con nomi rassicuranti, sempre per “esigenze alleate”. Spesso contro Paesi con cui avevamo rapporti solidi. Anni di diplomazia bruciati in pochi giorni, per non sembrare alleati tiepidi.


10. Sudditanza giuridica

Nel 1998 un aereo dei Marines tranciò una funivia: 20 morti.
I responsabili non furono giudicati in Italia. E in patria furono sostanzialmente assolti.
Più chiaro di così è difficile: sul nostro territorio, la legge non è uguale per tutti. Dipende da che uniforme indossi. E lo stesso vale anche all'esterno, non dimentichiamo il caso Calipari.  


In definitiva

Forse è il momento di smettere di raccontarci favole.
La liberazione che arriva dall’esterno non è mai gratuita. Porta con sé controllo, vincoli, dipendenze. L’Italia entrò in una condizione di sovranità amputata, mai davvero recuperata.

Prima di invocare interventi “liberatori” altrove, dovremmo chiederci cosa è rimasto della nostra autonomia. E se il conto, dopo quasi ottant’anni, non sia diventato semplicemente insostenibile.


martedì 6 gennaio 2026

ALTRO CHE FALSISSIMO: 10 VERE FINZIONI PER CUI DOVREMMO INDIGNARCI

 Falsissimo, già. Ma cosa c'è di davvero falso nella nostra società? Su cosa ci ingannano?
Se gli italiani si dedicassero a studiare tali questioni così come fanno con gossip, sport, trend e simili, allora sarebbe davvero molto più difficile prenderci in giro. 

Ma invece non è così, quindi chi ci domina continua a falsificare qualsiasi cosa che davvero ci possa interessare.

E voi?
Quali altri "falsissimo" davvero importanti vorreste che fossero analizzati dai media?
 

1 - Il sistema bancario/monetario

Credete che i soldi in banca esistano davvero? Falso. Dallo sganciamento dal gold standard, il denaro è debito creato dal nulla. Le banche prestano soldi che non hanno (riserva frazionaria) creando inflazione che erode i vostri risparmi. È un gioco di prestigio legalizzato dove il banco vince sempre e voi pagate gli interessi sul nulla.Giornali e TV che dovrebbero essere i "cani da guardia" del potere sono ormai i "cani da compagnia" degli editori (che sono industriali, banchieri o costruttori). Le notizie non vengono date per informare, ma per indirizzare, spaventare o distrarre (appunto, con il gossip).   

  2 - L'oscura strategia della tensione 

Da Piazza Fontana a Bologna, passando per il caso Moro. Ci hanno raccontato varie favole, nascondendo per decenni che pezzi deviati dello Stato, servizi segreti e potenze straniere muovevano i fili per terrorizzare la popolazione e mantenere lo status quo. Indagherete sulla maggiore "fake news" della storia repubblicana? 

3 - La trattativa stato-mafia

Mentre ci mostravano gli eroi antimafia morire, nelle stanze dei bottoni qualcuno stringeva la mano ai carnefici. La finzione è averci fatto credere che Stato e Mafia fossero due eserciti sempre contrapposti, quando per anni hanno condiviso interessi, messaggi e, forse, agende politiche. Il "bacio" tra guardie e ladri è la scena più censurata di sempre.  

4 -  L'esportazione della democrazia 

 Ogni volta che sentite "intervento umanitario" o "missione di pace", leggete: gas, petrolio, controllo geopolitico o vendita di armi. Le guerre moderne sono operazioni commerciali mascherate da crociate morali. Gli obiettivi scelti di volta in volta in base agli interessi. I morti civili sono veri, la nobile causa è quasi sempre falsa.

5 -  L'alternanza destra - sinistra 

Il teatrino più vecchio del mondo. Cambiano i colori, cambiano gli slogan, litigano nei talk show, ma le direttive economiche e i vincoli sovranazionali restano identici. È come il wrestling: sul ring se le danno, ma nello spogliatoio si spartiscono l'incasso. Voi tifate, loro se la ridono e ingrassano i conti. 

6 - La meritocrazia come ascensore sociale 

"Se ti impegni, ce la farai". La più grande bugia per tenere buoni i poveri. I dati dicono che in Italia ci vogliono 5 generazioni per uscire dalla povertà. Le carriere sono blindate da nepotismo, cooptazione e rendite di posizione. Non vince il migliore, vince "il figlio di" o "l'amico di". 

 7 - L'obsolescenza programmata e il consumismo 

Elettrodomestici, smartphone, auto: progettati per rompersi appena scade la garanzia. La tecnologia potrebbe essere duratura, ma il profitto richiede che voi compriate, buttiate e ricompriate. È una truffa ingegneristica ai danni del consumatore e del pianeta, venduta come "innovazione". La ruota deve sempre girare. 

 8 - La libertà del web

 Pensate di usare Google o i social "gratis"? Falso. Il prezzo è la vostra privacy, i vostri dati, la vostra mente profilata e venduta al miglior offerente. La rete doveva liberarci, è diventata la più grande macchina di sorveglianza e manipolazione di massa della storia. Nessuno pensa di eliminarli, ma almeno ci sia la giusta coscienza.

9 -  La sicurezza a scapito della libertà 

 Ogni emergenza, (talvolta reale, ma spesso fake) diventa una occasione per sorvegliare, schedare, controllare. Le misure “temporanee” restano, i diritti svaniscono, e c’è anche chi accetta tutto ciò pur di provare un minimo di falsa sicurezza in più. Almeno fino alla prossima crisi.  

10 -  L'informazione libera 

 Giornali e TV che dovrebbero essere i "cani da guardia" del potere sono ormai i "cani da compagnia" degli editori (che sono industriali, banchieri o costruttori). Le notizie non vengono date per informare, ma per indirizzare, spaventare o distrarre (appunto, con il gossip).


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