martedì 23 dicembre 2025

IL NATALE: 10 PROVE CHE STAI CELEBRANDO UNA FESTA PAGANA/ROMANA


In questi giorni, state festeggiando insieme a tutti gli altri?
Sì? Bene, ma siete a conoscenza di cosa davvero avete intenzione di celebrare?
Nei primi tre secoli del Cristianesimo non esisteva certo questa tradizione; anche la Bibbia non contiene alcun riferimento sulla data precisa in cui sarebbe nato Gesù. 
Andiamo dunque indietro, ai tempi dell'antica Roma, quando i Saturnali  erano dedicati al Dio dell'Agricoltura e del Raccolto e si festeggiavano poco dopo il solstizio d'inverno, ossia il 21 dicembre.

La verità storica, dunque, è che il Natale come lo conosciamo oggi è forse il più grande "remix" culturale della storia. Quando l'Impero Romano divenne cristiano, non cancellò le feste che la gente amava: le assorbì, le ribattezzò e ne cambiò il significato.


Ecco 10 prove inoppugnabili su tale verità: mentre scarti i regali, dunque, stai in realtà onorando gli antichi dei di Roma. 

1. La Data: 25 Dicembre (Dies Natalis Solis Invicti) Partiamo dalla base, il giorno che tutti conosciamo. Non c'è alcuna prova storica che Gesù sia nato il 25 dicembre. Invece, sappiamo per certo che nel 274 d.C. l'imperatore Aureliano ufficializzò in questa data la festa del Sol Invictus (il Sole Invitto), che rinasceva dopo il solstizio d'inverno. La Chiesa scelse astutamente questa data per sovrapporre la "Luce del Mondo" (Cristo) alla “luce del Sole pagano”. 

2. Il cenone (Tradizione dei Saturnalia) I Saturnalia (dal 17 al 23 dicembre) erano la festa più movimentata dell'anno in onore di Saturno, dio dell'agricoltura. Era una sorta di carnevale invernale: si mangiava fino a scoppiare e si beveva vino a fiumi. Il tuo cenone della Vigilia e il pranzo di Natale infinito sono l'eco diretta di quelle tavolate romane.

3. I Regali (Le Sigillaria) Lo scambio dei doni non l'ha inventato la Coca-Cola con Babbo Natale e nemmeno i Re Magi. Durante i Saturnalia era tradizione scambiarsi la strena (doni di buon augurio) e, negli ultimi giorni della festa (le Sigillaria), si regalavano statuette di terracotta o cera, candele e gadget vari. Il consumismo natalizio ha radici antiche.

4. Le Luci e le Candele Perché riempiamo tutto di lucine più o meno abbaglianti? Durante il periodo più buio dell'anno (il solstizio), i romani accendevano candele e fiaccole per "aiutare" il sole a tornare e per scacciare gli spiriti maligni oscuri. Ogni volta che fai brillare l'albero, stai facendo un antico rituale di magia per richiamare la luce.

5. Decorare con il Verde (Agrifoglio e Edera) In pieno inverno, quando tutto sembrava morto, i romani decoravano i templi e le case con rami sempreverdi (agrifoglio, edera, abete) come simbolo di vita che resiste al gelo. L'idea di portare "la natura dentro casa" per propiziare la fertilità è totalmente pagana. 

6. I giorni di assenza dal lavoro (Ferie e Chiusure) Durante i Saturnalia, tutta l'attività pubblica si fermava. I tribunali chiudevano, le scuole serravano i battenti, non si potevano dichiarare guerre e pare che persino gli schiavi fossero liberi dai loro doveri. La "pausa natalizia" dal lavoro è un'eredità diretta di quel fermo biologico e sociale romano.

7. Il Ribaltamento dei Ruoli (I cappellini di carta) A Saturnalia il mondo si rovesciava: per un giorno, i padroni servivano a tavola i loro schiavi. Si eleggeva un Saturnalicius princeps (un Re del disordine) che dava ordini assurdi. L'usanza di indossare cappellini buffi di carta (tipica dei natali anglosassoni) o di lasciarsi andare a comportamenti meno formali coi parenti deriva da questo "caos controllato". 

8. Il Vischio Certo, questo è più celtico che romano, ma i Romani lo accolsero volentieri quando si espansero a Nord del continente. Era considerato una pianta sacra, simbolo di vita e fertilità. Il bacio sotto il vischio è un rito di fertilità che abbiamo reso una commedia romantica.

9. I Canti per le Strade Durante i festeggiamenti romani, era comune vedere processioni chiassose di persone che cantavano e urlavano per le strade, spesso un po' ubriache. I cori natalizi sono la versione docile e sobria di quelle sfilate. 

10. Il “vogliamoci bene” Lo spirito del "siamo tutti più buoni"? Deriva dal fatto che durante i Saturnalia vigeva una tregua sociale. Le punizioni erano sospese, le inimicizie messe da parte. Era un momento di pace imposta per onorare l'età dell'oro di Saturno, quando gli uomini vivevano in uguaglianza.

Festeggiare il Natale non è sbagliato, ma è affascinante sapere cosa stiamo festeggiando davvero. È un meraviglioso esempio di sincretismo: una festa cristiana costruita sulle fondamenta di una festa solare e agricola romana.
Quindi, quando alzerai il calice per il brindisi, ricorda che un antico romano dentro di te sta sussurrando: "Io Saturnalia!"



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