In questi giorni, state festeggiando insieme a tutti gli altri?
Sì? Bene, ma siete a conoscenza di cosa davvero avete intenzione di celebrare?
Nei primi tre secoli del Cristianesimo non esisteva certo questa tradizione; anche la Bibbia non contiene alcun riferimento sulla data precisa in cui sarebbe nato Gesù.
Andiamo dunque indietro, ai tempi dell'antica Roma, quando i Saturnali erano dedicati al Dio dell'Agricoltura e del Raccolto e si festeggiavano poco dopo il solstizio d'inverno, ossia il 21 dicembre.
Ecco 10 prove inoppugnabili su tale verità: mentre scarti i regali, dunque, stai in realtà onorando gli antichi dei di Roma.
1. La Data: 25 Dicembre (Dies Natalis Solis Invicti) Partiamo dalla base, il giorno che tutti conosciamo. Non c'è alcuna prova storica che Gesù sia nato il 25 dicembre. Invece, sappiamo per certo che nel 274 d.C. l'imperatore Aureliano ufficializzò in questa data la festa del Sol Invictus (il Sole Invitto), che rinasceva dopo il solstizio d'inverno. La Chiesa scelse astutamente questa data per sovrapporre la "Luce del Mondo" (Cristo) alla “luce del Sole pagano”.2. Il cenone (Tradizione dei
Saturnalia) I Saturnalia (dal
17 al 23 dicembre) erano la festa più movimentata dell'anno in onore di
Saturno, dio dell'agricoltura. Era una sorta di carnevale invernale: si
mangiava fino a scoppiare e si beveva vino a fiumi. Il tuo cenone della Vigilia
e il pranzo di Natale infinito sono l'eco diretta di quelle tavolate romane.
3. I Regali (Le Sigillaria) Lo scambio dei doni non l'ha inventato la
Coca-Cola con Babbo Natale e nemmeno i Re Magi. Durante i Saturnalia era
tradizione scambiarsi la strena (doni di buon augurio) e,
negli ultimi giorni della festa (le Sigillaria), si regalavano
statuette di terracotta o cera, candele e gadget vari. Il consumismo natalizio
ha radici antiche.
4. Le Luci e le Candele Perché riempiamo tutto di lucine più o meno
abbaglianti? Durante il periodo più buio dell'anno (il solstizio), i romani
accendevano candele e fiaccole per "aiutare" il sole a tornare e per
scacciare gli spiriti maligni oscuri. Ogni volta che fai brillare l'albero,
stai facendo un antico rituale di magia per richiamare la luce.
6. I giorni di assenza dal lavoro
(Ferie e Chiusure) Durante i Saturnalia, tutta
l'attività pubblica si fermava. I tribunali chiudevano, le scuole serravano i
battenti, non si potevano dichiarare guerre e pare che persino gli schiavi fossero
liberi dai loro doveri. La "pausa natalizia" dal lavoro è un'eredità
diretta di quel fermo biologico e sociale romano.
8. Il Vischio Certo, questo è più celtico che romano, ma i
Romani lo accolsero volentieri quando si espansero a Nord del continente. Era
considerato una pianta sacra, simbolo di vita e fertilità. Il bacio sotto il
vischio è un rito di fertilità che abbiamo reso una commedia romantica.
10. Il “vogliamoci bene” Lo spirito del "siamo tutti più
buoni"? Deriva dal fatto che durante i Saturnalia vigeva una tregua
sociale. Le punizioni erano sospese, le inimicizie messe da parte. Era un
momento di pace imposta per onorare l'età dell'oro di Saturno, quando gli
uomini vivevano in uguaglianza.
Festeggiare il Natale non è sbagliato, ma è affascinante sapere cosa stiamo festeggiando davvero. È un meraviglioso esempio di sincretismo: una festa cristiana costruita sulle fondamenta di una festa solare e agricola romana.
Quindi, quando alzerai il calice per il brindisi, ricorda che un antico romano dentro di te sta sussurrando: "Io Saturnalia!"
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